Perché cambiare il server mirror degli aggiornamenti di Linux?

server mirror lubuntu

 

Se siete arrivati arrivati in questa pagina è probabile che cercavate una soluzione a questo “problema” e non tanto una motivazione.

Il problema è semplice: quando si lanciano i comandi di update sia da interfaccia visiva (per i noob) o da terminale (per i pro) notate degli errori nel download o c’è qualche anomalia.

Nessun problema, se in fase di installazione della vostra distribuzione linux avete scelto (o non avete scelto) una location del server mirror che non è proprio il top si può sempre cambiare.

Dove? Nel sources.list.

Come? Così:

5 mosse per cambiare il server mirror per gli aggiornamenti su Linux

  1. aprire il terminale ctrl+alt+t
  2. digitare sudo nano /etc/apt/sources.list
  3. cambiare tutti i riferimenti locali con il repository globlale. Esempio: dove incontrate http://it.archive.ubuntu.com/ sostituire con http://archive.ubuntu.com . Per dirla in maniera facile, dovete cancellare dove vedete it. (o us o es etc…).
  4. salvare il file con ctrl+x e poi y (o s se è la versione italiana).
  5. premere invio

Dopo questo vi consiglio di fare un update & upgrade e poi un check di ottimizzazione.

 

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Ottimizzare Linux è una delle cose più complicate da fare e da mantenere. Tuttavia è anche una di quelle pratiche più crea entusiasmo negli smanettoni nerd.

Ottimizzare Linux

Nonostante si usino sistemi leggeri e veloci, come Linux Lubuntu ad esempio, incappare in rallentamenti e cali di prestazioni è pienamente normale.

Come noterete poche e semplici linee di terminale, qualche attenzione e prassi da seguire, possono portare ad una incredibile miglioria di performance, come quando si usano i comandi per liberare la RAM.

Cinque semplici mosse per ottimizzare Linux

Aprire il terminale ctrl+alt+t

Controllare e risolvere eventuali errori o dipendenze rotte

  • digitare sudo apt-get check
  • digitare sudo apt-get -f install

Rimuovere pacchetti non utilizzati

  • digitare sudo apt remove nome-pacchetto-1 nome-package-2

Rimuovere dipendenze dei pacchetti non usate o inutili

  • digitare sudo apt autoremove

Rimuovere cache di apt e pacchetti .deb che il sistema riconosce inutilizzati

  • digitare sudo apt-get autoclean

Ottimizzare Linux Kernel rimuovendo e pulendo il sistema dalle vecchie edizioni in memoria

  • Controllare il kernel corrente
    • digitare uname -r
  • Elencare tutti i kernel installati:
    • digitare sudo dpkg –list | grep linux-image
  • Elencare gli headers installati:
    • digitare ls /usr/src | grep ‘linux-headers’
  • Rimuovere gli headers:
    • digitare sudo apt-get purge linux-headers-X.X.X-XX
  • Rimnuovere i kernel:
    • digitare sudo apt-get purge linux-image-X.X.X-XX-generic

Sono tanti comandi, se siete di fretta o volete impegnare il minimo del tempo col massimo risultato il mio consiglio è fare almeno queste istruzioni, che scrivo in una unica riga con il comando di congiunzione di &&:

sudo apt install -f && sudo apt autoremove && sudo apt autoclean

Avete rilevato anche voi un miglioramento del vostro sistema Linux?

Personalmente eseguo a cadenza settimanale questo task di ottimizzare Linux. In particolare sul mio mini pc z83 intel (2gb RAM e 32 ROM/HD), che avendo poco spazio in memoria e pochissima ram non va lasciato al caso nulla. Il minimo byte fa la differenza.

 

 

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Spesso la chiusura non corretta di alcune applicazioni in ambiente Linux, qualche programma non gestito correttamente, genera nel nostro computer un rilascio e una gestione non corretta della RAM. Da qui i sintomi di lentezza del sistema e poca scorrevolezza nelle operazione che contraddistingue questo sistema operativo. Specialmente se usate Lubuntu.

Un procedimento del genere può essere utile, ad esempio, quando il sistema è acceso da lungo tempo, vi sono state eseguite e chiuse molte applicazioni e non può essere riavviato. Oppure avete un mini pc, come quello che sto usando io sul qualche ho messo la distro Lubuntu.

liberare la ram su linux

Come liberare la RAM in Linux in 3 passaggi

  1. Aprire il terminale ctrl+alt+t
  2. Digitare sudo sysctl -w vm.drop_caches=3
  3. Premere invio

Tutto questo funzionerà se il vostro sistema ha il systemd. Se l’ho trovato sul mio Lubuntu, presumo che chiunque capiti qui ce l’ha.

Altrimenti per chi non ce l’avesse e quindi non può usare sysctl sostituire il punto 2 con questo comando: sudo sync && echo 3 | sudo tee /proc/sys/vm/drop_caches

Cose carine da fare se si è smanettoni

Se volete realmente percepire quello che state facendo, PRIMA della procedura controllate come è usata la memoria corrente.

Digitate sul terminale watch -n 1 cat /proc/meminfo

Eseguite ora la procedura e poi rifate questo comando. Noterete come cambiano enormemente i numeri.

In particolare in queste due occasioni di prima e dopo, prestate attenzione a questi parametri che vi compaiono e resterete sbalorditi.

  • MemFree
  • Buffers
  • Cached

Vi posso garantire che su computer di basse componentistiche e prestazioni alla carta, la vita cambia notevolmente con questa ottimizzazione della memoria RAM.

Consigli per gli acquisti

Se volete addentrarvi anche voi nel mondo dei mini pc, personalmente mi rivolgo sempre ad amazon. Attenzione a non farvi fregare dalle false offerte.

Il mio personale metro di paragone è: 2GB RAM e 32 GB di ROM meno di 100 euro (ma a dirla tutta meno di 90 euro, possibilmente 80 sarebbe il prezzo onesto della componentistica).

Da questa unità, poi raddoppiate e fate della matematica spicciola. Se ha 4GB RAM e 64 HD dai 150 ai 180 non di più. Non fatevi fottere da venditori fraudolenti.

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Lubuntu, essendo una distribuzione di Ubuntu enormemente essenziale e veloce, il multi monitor è disabilitato di default. Quindi se avete un doppio monitor, il secondo non verrà rilevato dal sistema.

Un sistema molto facile per aggirare questo banale impedimento è usare Arandr.

Dual Monitor su Lubuntu

Come installare Arandr in 5 passaggi

  1. Aprire il terminale ctrl+alt+t
  2. digitare sudo apt-get install arandr
  3. una volta installato, ARandR, lo trovate sotto Preferenze (o Preferences se avete il S.O. in inglese come me)
  4. abilitate il secondo monitor attraverso un semplice click col pulsante destro nell’area della finestra del programma, e poi rendere Active quello mancante (settate anche manualmente la risoluzione voluta)
  5. accostate i rettangoli che indicano i monitor in modo che rispecchino la vostra config

 

Questo è un processo super semplice, in un sistema ultra performante.

Perchè sono passato a Lubuntu?

Anzitutto sto testando Lubuntu non solo su di una macchina discretamente performante (con 16 gb di ram ddr3 1866 e ssd da 240 gb processore AMD a8) ma anche su un mini pc intel da 2 gb di ram e 32 di hd.

In entrambi i casi è risultato un sistema vincente per la sua leggerezza. Cosa che Ubuntu nel corso degli anni è andata via via perdendo. Pur restando uno dei SO migliori per affacciarsi al mondo Linux.

Ovviamente se sul pc “performante” tutto scorre ad una velocità impressionante, senza intoppo alcuno, anche sotto stress lavorativo di coding e processi pesanti. L’altro avendo 2gb scarsi di ram, l’uso è limitato alle funzioni di navigazione e poco streaming. Però si difende bene ed occupa uno spazio minuscolo, ed è super silenzioso cosa che il mio pc “grande” certamente non è.

Lubuntu è OS molto minimal con LXDE, prende un po’ l’aria di KDE ma light. Anche tutti gli applicativi installati nel pacchetto sono scelti sul loro essere molto leggeri e funzionali. Niente vieta comunque all’utenza di installare altri software di loro gradimento nel limite dello spazio sul proprio hard disk.

 

 

 

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Come installare facilmente su Ubuntu LAMP, l’abbreviazione per Linux, Apache, MySQL & PHP. Facilmente in 5 minuti si fa tutto, con istruzioni chiare e semplici. Inoltre installeremo anche PHP My Admin per gestire il database mysql in piena facilità dal browser.

LAMP su Ubuntu

Ubunutu LAMP

Prerequisito: avete installato l’ultima release di ubuntu vero?

Nota bene: vi chiederà la password di sistema di linux quando avvierete la prima volta il comando sudo. Durante le installazioni può richiedervi delle password. Mettetele. Non necessariamente la password di linux, ma password di root per i vari pacchetti.

  1. Aprire il terminale (CTRL+t)

Installare Apache

  1. digitare sudo apt-get update per aggiornare i pacchetti
  2. digitare sudo apt-get install apache2 per installare apache
  3. digitare sudo systemctl restart apache2 riavviamo il server per essere sicuri delle modifiche
  4. digitare http://localhost nel browser per verificare che l’installazione è andata a buon fine

Installare MYSQL

  1. digitare sudo apt-get install mysql-server per installare mysql – *se vi chiede delle password di root aggiungetele (dovrebbe chiederlo 2 volte per conferma)

Installare PHP

  1. digitare sudo apt-get install php libapache2-mod-php php-mcrypt php-mysql 
  2. digitare sudo nano /etc/apache2/mods-enabled/dir.conf andiamo a modificare un file di configurazione che vi apparirà così nel terminale:

DirectoryIndex index.html index.cgi index.pl index.php index.xhtml index.htm

  1. andremo a dire al server di preferire i file .php come estensione quando nella cartella c’è una maggiore scelta. Sostituite la riga sopra con questa. Praticamente SPOSTIAMO index.php in cima all’elenco delle priorità niente di più. Il vostro file risulterà così:

    DirectoryIndex index.php index.html index.cgi index.pl index.xhtml index.htm

  2. salviamo il file così creato premendo ctrl-x poi rispondendo si/yes sul salvataggio e premere invio per confermare il nome del file. Non modificatelo.
  3. digitare sudo systemctl restart apache2 per riavviare il server e confermare le modifiche
  4. digitare sudo systemctl status apache2 se volete vedere lo status del server come curiosità. Non strettamente necessario.
  5. digitare sudo nano /var/www/html/info.php creiamo un file di test per testare il nostro server e php. Scrivete così:

<? phpinfo();

  1. salviamo il file così creato premendo ctrl-x poi rispondendo si/yes sul salvataggio e premere invio per confermare il nome del file. Non modificatelo.
  2. digitare nel browser http://localhost/info.php per vedere se ci da la config di php correttamente
  3. digitare sudo rm /var/www/html/info.php nel terminale per cancellare il file appena creato una volta appurato il funzionamento.

Installare PHPMYADMIN

  1. digitare sudo apt-get install phpmyadmin apache2-utils per installare PHP MY ADMIN. Il gestore del database MYSQL sul browser che vi semplificherà la vita
  2. digitare sudo nano /etc/apache2/apache2.conf per aprire il file di config e in fondo a questo file scrivete la seguente riga:

Include /etc/phpmyadmin/apache.conf

  1. salviamo il file così creato premere ctrl-x poi rispondendo si/yes sul salvataggio e premere invio per confermare il nome del file. Non modificatelo.
  2. digitare sudo service apache2 restart per riavviare il server

Ora abbiamo completato l’installazione su Ubuntu del nostro pacchetto LAMP e anche migliorato aggiungendo il phpmyadmin, non strettamente richiesto, ma utile per garantire una certa agilità di manovra.

Installare pacchetti aggiuntivi php non installati di default

Sempre nel terminale

  1. digitare apt-cache search php- | less per avere l’elenco di tutti i pacchetti a disposizione installati e non installati
  2. digitare sudo apt-get install nome-del-pacchetto-da-installare per installare il pacchetto relativo (sostituire nome-del-pacchetto-da-installare con il nome del pacchetto tipo php-cli)
  3. digitare sudo apt-get installnome-del-pacchetto-da-installare1nome-del-pacchetto-da-installare2 … se si ha necessità di installare più pacchetti in una volta sola senza riscrivere tutta l’istruzione

Semplice no?

Buon coding miei lettori nerd – geek 😀

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Ero stanco di unity, e volevo usare un po’ l’aspetto grafico di gnome. 
Come prima cosa, approfittando di una installazione nuova, avevo deciso di installare direttamente la versione di ubuntu con gnome. Ma per mia somma disgrazia non era lo gnome che volevo io. Era quello nuovo che a mio parere è un po’ bruttino. Ma ripeto, parere mio. 
Bando alle ciance perché è una procedura semplicissima, ho scritto Ubuntu 15.04 ma va benissimo anche sulla 14.XX

Gnome Classic su Ubuntu

  1. Aprire il terminale Ctrl + Alt + t
  2. Digitare sudo apt-get install gnome-session-flashback
  3. Riavviare il sistema
  4. Godersi ubuntu gnome classic
* dopo l’invio del punto 2 dare la password di sistema se richiesta e premere S se necessario
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Tutti quanti Tanti sono interessati alla propria privacy e sicurezza in rete.
Tutti quanti Tanti sono interessati a non essere bloccati su internet.

Bloccati in che senso?

Nel senso che voglio vedere un sito web, la rete che nasce libera e deve essere libera per tutti, non deve essere sottoposto a censura da parte dello stato in cui il mio ISP (Internet Service Provider) risiede. Perché se voglio vedere un sito che ricerca torrent non dovete bloccarmelo per qualche multinazionale lobbistica. Perché se voglio ricercarmi una versione di ubuntu, di tails o di linux in genere o un software freeware DEVO ESSERE LIBERO DI CERCARLA.

Le soluzioni?

O vi configurate un proxy (anche tramite estensioni del browser che usate [e vado certo che è o Chrome o Firefox]) o usate questo bellissimo browser chiamato TOR.
Vi risparmio tutta la didattica sulla rete tor e blablabla, un po’ perchè ho già scritto troppo un po’ perchè chi frequenta questo blog/sito è interessato a soluzioni rapide. Il web è pieno di informaizoni basta una ricerchina.

Installare Tor Browser su Ubuntu

  1. Aprire il terminale ctrl+alt+t
  2. Digitare sudo add-apt-repository -y ppa:webupd8team/tor-browser 
  3. Digitare sudo apt-get update 
  4. Digitare sudo apt-get install tor-browser

se richiesta digitare password di sitema e digitare S se richiesto… come sempre.

Si può anche scaricare direttamente dal sito, ma voi/noi siamo smanettoni e ci piace usare il terminale.

Buona navigazione in rete totalmente libera!

Free internet, free web.
Web libero!

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Come disinstallare vmware dal proprio linux, se non ci serve più è semplicissimo e veloce-

Per la versione player (gratuita) di cui ho parlato anche nel post “Installare vmware

  1. Aprire il terminale ctrl+alt+t
  2. Digitare sudo vmware-installer -u vmware-player  
oppure se si ha la versione workstation 
  1. Aprire il terminale ctrl+alt+t
  2. Digitare sudo vmware-installer -u vmware-workstation 
Probabile che vi chieda la password di admin, successivamente vi farà un paio di domande su cosa volete tenere o cancellare dei file di configurazione. 
Io ho cancellato bellamente tutto, non mi serviva a niente tenere le config. dei vari sistemi testati. 
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Spesso si crede che uno smanettone linuxone una volta che usa il suo bell’ubuntu (o una distribuzione random) è bel che contento. E qui vi sbagliate perchè un vero smanettonedeluxetm ha sempre bisogno di testare le cose su vari OS.

E qui ci viene incontro la tecnologia delle virtual machine, che riproducono via software un hardware e ci puoi installare tutti gli OS che vuoi senza rischiare di fare danni fotonici alla tua macchina, e magari dover formattare, cosa particolarmente odiosa e perditempo. 
Ci sono tante marche e software, nessun motivo particolare per questo programma. 

Installare VMWare su Ubuntu

  1. Scaricare il software dal sito ufficiale
  2. Aprire il terminale ctrl+alt+t
  3. Digitare cd Scaricati
  4. Digitare chmod +x VMWare*.bundle 
  5. Digitare sudo ./VMWare*.bundle 
Se richiesto mettere la password di sistema di admin
Aprite il software e installate tutti gli OS che volete.

ATTENZIONE!!

* ogni versione della VMware ha il suo nome, ad esempio il mio era VMware-Player-12.0.0-2985596.x86_64.bundle quindi ho digitato tutto il codice, non fate solo VMware.bundle o VMWare*.bundle o verrete radiati dal club degli smanettoni 

ATTENZIONE!! 2

cd Scaricati è la cartella dove fate i download solitamente (preimpostata) ma se il posto è diverso dovete scrivere il percorso esatto del file
Non sto a dirlo, ma a parte le distro-linux gratis dovete possedere i cd / codici originali degli OS che installate. Non usate i falsi, esigete sempre e solo cose originali. 
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Post semplicissimo e di poche righe. Una volta se non ricordo male, non era così facile. Comunque…

Android Studio nella Launcher Bar Ubuntu

  1. aprite il terminale ctrl-alt-t
  2. andate nella cartella dove è presente studio.sh (es. cd android-studio/bin)
  3. digitate ./studio.sh

una volta che il programma è aperto nella schermata iniziale:

  1. cliccare su configure
  2. cliccare su create desktop entry
  3. spostarsi sulla barra, cliccare col pulsante destro del mouse e bloccare l’icona

Facile semplice e veloce, senza aprire programmi di scrittura e digitare mezza riga di codice.

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