Road to Oscar 2018: Recensione Lady Bird

Lady Bird questo film è candidato con ben 5 nomination agli Oscar 2018.

Lady Bird

Presente nelle categorie degli Oscar 2018 per:

  • Miglior film
  • Miglior regia
  • Miglior sceneggiatura originale
  • Miglior attrice non protagonista
  • Miglior attrice protagonista

Lady Bird di Greta Gerwig

Lady Bird  film del 2017 è scritto e diretto da Greta Gerwig che personalmente non conoscevo minimamente e solo vedendo wikipedia ho appreso qualcosa su di lei.

Personalmente il cast di questo film mi ha lasciato un po’ spiazzato, leggasi: ne conoscessi mezzo di attore.

A parte col ruolo della madre, vedere la “mamma di Sheldon Cooper di The Big Bang Theory“, al secolo la bravissima attrice Laurie Metcalf; e l’altra attrice protagonista del film Saoirse Ronan che l’avevo già vista in qualche film, ma ricordarmi il nome era troppo. Brava anche lei nel suo ruole, oltre che a essere una gran bella ragazza sia nel film che fuori.

Lady Bird trama in breve

Considerando che la registra è di Sacramento non poteva che essere ambientato proprio qua. Dove, se per uno come me dire Sacramento è come dire WAW l’America, evidentemente per chi ci vive è la stessa sensazione che provo io a vivere in quei paesini di campagnoli come Rimini. Questa ragazza non solo è sfigatissima ad abitare dove non vuole, ma è anche povera. Costretta a studiare in una scuola religiosa e praticamente col futuro già segnato. Si susseguono tutta una serie di cliché tipici dei film con questo genere di stampo, niente di innovativo (amori, lezioni, droga, scelte sbagliate, gay, università). Fino a chissà se “Lady Bird” (il soprannome con il quale si faceva chiamare la ragazza), riuscirà a trovare la sua strada e la sua pace col mondo.

Lady Bird, opinione personale

Se Dunkirk mi ha fatto dire meh, Lady Bird mi ha fatto dire “eh beh”.

Per molti aspetti risulta un film enormemente interessante e ho avuto un certo trasporto con la protagonista. Entrambi odiamo la città di origine, entrambi sognamo la grande città e le opportunità che offre, entrambi non benestanti, entrambi reietti dalla “gente normale”.

Tuttavia ho trovato la protagonista per molti altri aspetti, tratti e vicissitudini del film una perfetta imbecille. La storia dopo un po’ risulta noiosa e prevedibile, per non parlare del finale che la regista poteva totalmente risparmiarsi. Probabilmente lo posso anche considerare un film piacevole, non particolarmente leggero ma nemmeno una mattonata. Certamente non uno dei miei film preferiti, ma abbastanza in linea con le discutibilissime scelte di questi oscar 2018, corredati dal classico “politically correct” a favore di donne, gay, neri e via andare e da qui tutte le varie nomination con esclusione di attori e registi anche lontanamente e non confermati coinvolti in qualche scandalo, che va tanto di moda.

Se non fosse per la bravura, come ho già scritto poco sopra, dell’attrice Laurie Metcalf questo film è abbastanza penoso. Leggermente meglio di Dunkirk comunque.

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Autore dell'articolo: Borgo7