Nei miei test sulla google stadia, nelle situazioni più impervie per vedere il limite minimo, ho riesumato un vecchio mini pc preassemblato super scrauso che avevo comprato su amazon in un black friday di esperimenti scientifici. Questo avevo installato un ubuntu e per aggiornarlo mi sono incappato nell’errore Could not get lock /var/lib/dpkg/lock-frontend – open (11: Resource temporarily unavailable).

Come risolvere il Could not get lock in 7 passaggi

  1. prire il terminale con Ctrl+alt+t
  2. sudo killall apt apt-get
  3. sudo rm /var/lib/apt/lists/lock
  4. sudo rm /var/cache/apt/archives/lock
  5. sudo rm /var/lib/dpkg/lock*
  6. sudo dpkg –configure -a
  7. sudo apt update && sudo apt upgrade

Eseguiti questi passaggi notere che ora eseguirà senza alcun problema l’aggiornamento. Ovviamente ci impiegherà un tempo x variabile tanto quanto era il tempo trascorso dall’ultimo upgrade del sistema.

 Could not get lock problema upgrade linux ubuntu

Era molto che non scrivevo più di linux, principalmente per motivi lavorativi ho usato negli ultimi anni macchine microsoft e sempre meno linux. Un po’ mi è dispiaciuto, ma probabilmente con l’anno nuovo mi concederò un nuovo pc linux per i miei esperimenti. Probabilmente però passero da ubuntu a linux mint, non so il perché se non che mi ispira particolarmente in questo periodo.

Se non trovo il budget per il nuovo fisso, magari posso utilizzare il portatile asus zenbook che mi ero comprato e di cui ne sono entusiasta da tempo.

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Perché cambiare il server mirror degli aggiornamenti di Linux?

server mirror lubuntu

 

Se siete arrivati arrivati in questa pagina è probabile che cercavate una soluzione a questo “problema” e non tanto una motivazione.

Il problema è semplice: quando si lanciano i comandi di update sia da interfaccia visiva (per i noob) o da terminale (per i pro) notate degli errori nel download o c’è qualche anomalia.

Nessun problema, se in fase di installazione della vostra distribuzione linux avete scelto (o non avete scelto) una location del server mirror che non è proprio il top si può sempre cambiare.

Dove? Nel sources.list.

Come? Così:

5 mosse per cambiare il server mirror per gli aggiornamenti su Linux

  1. aprire il terminale ctrl+alt+t
  2. digitare sudo nano /etc/apt/sources.list
  3. cambiare tutti i riferimenti locali con il repository globlale. Esempio: dove incontrate http://it.archive.ubuntu.com/ sostituire con http://archive.ubuntu.com . Per dirla in maniera facile, dovete cancellare dove vedete it. (o us o es etc…).
  4. salvare il file con ctrl+x e poi y (o s se è la versione italiana).
  5. premere invio

Dopo questo vi consiglio di fare un update & upgrade e poi un check di ottimizzazione.

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Ottimizzare Linux è una delle cose più complicate da fare e da mantenere. Tuttavia è anche una di quelle pratiche più crea entusiasmo negli smanettoni nerd.

Ottimizzare Linux

Nonostante si usino sistemi leggeri e veloci, come Linux Lubuntu ad esempio, incappare in rallentamenti e cali di prestazioni è pienamente normale.

Come noterete poche e semplici linee di terminale, qualche attenzione e prassi da seguire, possono portare ad una incredibile miglioria di performance, come quando si usano i comandi per liberare la RAM.

Cinque semplici mosse per ottimizzare Linux

Aprire il terminale ctrl+alt+t

Controllare e risolvere eventuali errori o dipendenze rotte

  • digitare sudo apt-get check
  • digitare sudo apt-get -f install

Rimuovere pacchetti non utilizzati

  • digitare sudo apt remove nome-pacchetto-1 nome-package-2

Rimuovere dipendenze dei pacchetti non usate o inutili

  • digitare sudo apt autoremove

Rimuovere cache di apt e pacchetti .deb che il sistema riconosce inutilizzati

  • digitare sudo apt-get autoclean

Ottimizzare Linux Kernel rimuovendo e pulendo il sistema dalle vecchie edizioni in memoria

  • Controllare il kernel corrente
    • digitare uname -r
  • Elencare tutti i kernel installati:
    • digitare sudo dpkg –list | grep linux-image
  • Elencare gli headers installati:
    • digitare ls /usr/src | grep ‘linux-headers’
  • Rimuovere gli headers:
    • digitare sudo apt-get purge linux-headers-X.X.X-XX
  • Rimnuovere i kernel:
    • digitare sudo apt-get purge linux-image-X.X.X-XX-generic

Sono tanti comandi, se siete di fretta o volete impegnare il minimo del tempo col massimo risultato il mio consiglio è fare almeno queste istruzioni, che scrivo in una unica riga con il comando di congiunzione di &&:

sudo apt install -f && sudo apt autoremove && sudo apt autoclean

Avete rilevato anche voi un miglioramento del vostro sistema Linux?

Personalmente eseguo a cadenza settimanale questo task di ottimizzare Linux. In particolare sul mio mini pc z83 intel (2gb RAM e 32 ROM/HD), che avendo poco spazio in memoria e pochissima ram non va lasciato al caso nulla. Il minimo byte fa la differenza.

 

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Spesso la chiusura non corretta di alcune applicazioni in ambiente Linux, qualche programma non gestito correttamente, genera nel nostro computer un rilascio e una gestione non corretta della RAM. Da qui i sintomi di lentezza del sistema e poca scorrevolezza nelle operazione che contraddistingue questo sistema operativo. Specialmente se usate Lubuntu.

Un procedimento del genere può essere utile, ad esempio, quando il sistema è acceso da lungo tempo, vi sono state eseguite e chiuse molte applicazioni e non può essere riavviato. Oppure avete un mini pc, come quello che sto usando io sul qualche ho messo la distro Lubuntu.

liberare la ram su linux

Come liberare la RAM in Linux in 3 passaggi

  1. Aprire il terminale ctrl+alt+t
  2. Digitare sudo sysctl -w vm.drop_caches=3
  3. Premere invio

Tutto questo funzionerà se il vostro sistema ha il systemd. Se l’ho trovato sul mio Lubuntu, presumo che chiunque capiti qui ce l’ha.

Altrimenti per chi non ce l’avesse e quindi non può usare sysctl sostituire il punto 2 con questo comando: sudo sync && echo 3 | sudo tee /proc/sys/vm/drop_caches

Cose carine da fare se si è smanettoni

Se volete realmente percepire quello che state facendo, PRIMA della procedura controllate come è usata la memoria corrente.

Digitate sul terminale watch -n 1 cat /proc/meminfo

Eseguite ora la procedura e poi rifate questo comando. Noterete come cambiano enormemente i numeri.

In particolare in queste due occasioni di prima e dopo, prestate attenzione a questi parametri che vi compaiono e resterete sbalorditi.

  • MemFree
  • Buffers
  • Cached

Vi posso garantire che su computer di basse componentistiche e prestazioni alla carta, la vita cambia notevolmente con questa ottimizzazione della memoria RAM.

Consigli per gli acquisti

Se volete addentrarvi anche voi nel mondo dei mini pc, personalmente mi rivolgo sempre ad amazon. Attenzione a non farvi fregare dalle false offerte.

Il mio personale metro di paragone è: 2GB RAM e 32 GB di ROM meno di 100 euro (ma a dirla tutta meno di 90 euro, possibilmente 80 sarebbe il prezzo onesto della componentistica).

Da questa unità, poi raddoppiate e fate della matematica spicciola. Se ha 4GB RAM e 64 HD dai 150 ai 180 non di più. Non fatevi fottere da venditori fraudolenti.

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Lubuntu, essendo una distribuzione di Ubuntu enormemente essenziale e veloce, il multi monitor è disabilitato di default. Quindi se avete un doppio monitor, il secondo non verrà rilevato dal sistema.

Un sistema molto facile per aggirare questo banale impedimento è usare Arandr.

Dual Monitor su Lubuntu

Come installare Arandr in 5 passaggi

  1. Aprire il terminale ctrl+alt+t
  2. digitare sudo apt-get install arandr
  3. una volta installato, ARandR, lo trovate sotto Preferenze (o Preferences se avete il S.O. in inglese come me)
  4. abilitate il secondo monitor attraverso un semplice click col pulsante destro nell’area della finestra del programma, e poi rendere Active quello mancante (settate anche manualmente la risoluzione voluta)
  5. accostate i rettangoli che indicano i monitor in modo che rispecchino la vostra config

 

Questo è un processo super semplice, in un sistema ultra performante.

Perchè sono passato a Lubuntu?

Anzitutto sto testando Lubuntu non solo su di una macchina discretamente performante (con 16 gb di ram ddr3 1866 e ssd da 240 gb processore AMD a8) ma anche su un mini pc intel da 2 gb di ram e 32 di hd.

In entrambi i casi è risultato un sistema vincente per la sua leggerezza. Cosa che Ubuntu nel corso degli anni è andata via via perdendo. Pur restando uno dei SO migliori per affacciarsi al mondo Linux.

Ovviamente se sul pc “performante” tutto scorre ad una velocità impressionante, senza intoppo alcuno, anche sotto stress lavorativo di coding e processi pesanti. L’altro avendo 2gb scarsi di ram, l’uso è limitato alle funzioni di navigazione e poco streaming. Però si difende bene ed occupa uno spazio minuscolo, ed è super silenzioso cosa che il mio pc “grande” certamente non è.

Lubuntu è OS molto minimal con LXDE, prende un po’ l’aria di KDE ma light. Anche tutti gli applicativi installati nel pacchetto sono scelti sul loro essere molto leggeri e funzionali. Niente vieta comunque all’utenza di installare altri software di loro gradimento nel limite dello spazio sul proprio hard disk.

 

 

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